-Into the fire

Clicca play e leggi…avrà tutto un altro suono.

 

Mi piace ascoltare canzoni sconosciute, di quelle che hanno un bel ritmo, sono inserite nelle playlist di Spotify, ma che nessuno o pochi conoscono.

Oggi per puro caso mi sono innamorata di questa canzone, che conclude una giornata più triste delle altre.

Into the fire, perchè il fuoco che si ha dentro non è mai facile da spegnere. E le persone, non fanno altro che alimentarlo, non ti danno tregua. Ti cercano, ti vogliono e poi per un motivo o per l’altro spariscono. Così, senza preavviso, il fuoco si placa, soffoca.

Dovrebbe essere illegale la musica. Fa riaffiorare vecchi ricordi, fa scendere lacrime trattenute da troppo tempo, ti fa immedesimare in una vita immaginaria.

Fa male la musica; male quasi come una foto ricordo. Ma senza di essa, la vita sarebbe piatta, le emozioni poco intense, il silenzio troppo assordante.

Ma è così che ci si salva. Con il rumore, con il frastuono, con delle cuffie nelle orecchie.

Un ricordo è in una nota, in uno scatto, in noi.

 

 

-Un inizio alquanto insolito

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Tolgo l’audio di Instagram, e faccio uno screenshot alla foto. Quest’immagine non dovrebbe avere una musica romantica di sottofondo, non ne ha bisogno. Lo scatto parla da sé.

Parla di spensieratezza. Parla del tramonto sul mare, di un immensa distesa d’oro, più semplicemente di una coppia di ragazzi immersi nel loro amore.

Lo ammetto, come tutte le ragazze sono una sognatrice, ho letto troppi romanzi e visto troppi film. Ma le foto mi fanno sempre quest’effetto.

Vorrei catapultarmici nelle foto, essere sempre la protagonista, avere un bagaglio di ricordi indelebili per ogni scatto. Ti catturano, ti lasciano un ricordo, non cambiano mai.

Inizia così, un ricordo in uno scatto.